Il padre di tutte le euristiche di web usability, lo sappiamo, è Nielsen e le sue Ten Usability Heuristics:
- Visibilità dello stato attuale del sistema
- Corrispondenza tra il sistema e il mondo reale
- Libertà e possibilità di controllo del sistema da parte dell’utente
- Coerenza interna ed esterna e conformità agli standard comunemente accettati dagli sviluppatori di siti Web
- Prevenzione degli errori
- Riconoscere piuttosto che ricordare
- Promuovere la flessibilità e l’efficienza
- Grafica e design minimalisti
- Fornire all’utente i mezzi per riconoscere e riparare gli errori
- Inserire strumenti di aiuto e istruzioni di utilizzo
Su boxesandarrows Jess McMullin ha scritto un post dal titolo Usability Heuristics for Rich Internet Applications, che aggiorna ed amplia le euristiche di Nielsen per le RIA.
Usability.gov, dal canto suo, sulla pagina dedicata alla valutazione euristica cita un altro set di principi, tratto da Gerhardt-Powals, J., Cognitive engineering principles for enhancing human-computer performance, International Journal of Human-Computer Interaction, 8(2), 189-211, (1996).
Ho tradotto (e riformulato) i principi di Gerhardt-Powals.
- Libera le risorse cognitive per compiti di alto livello
- Evita agli utenti ragionamenti non necessari
- Visualizza le informazioni in maniera chiara e ovvia
- Raggruppa le informazioni in strutture significative
- Quando presenti nuove informazioni, offri degli aiuti
- Usa modelli e metafore note agli utenti
- Usa una terminologia comprensibile agli utenti
- Usa termini che abbiano un legame con la funzione
- Riconoscere è meglio che ricordare
- Usa l’aspetto grafico e visivo al servizio dell’usabilità
- Mostra solo le informazioni necessarie in quel momento
- Se appropriato, offri possibilità multiple di fruizione dell’informazione
- Usa un ragionevole livello di ridondanza.
Sebbene le regole si assomiglino molto, di questa lista mi piacciono i punti 1 e 2, sul carico cognitivo; i punti 4, 5 e 11, sugli aspetti legati alle informazioni; il punto 10, infine, non impone un visual design minimalista, a patto che il fine rimanga quello di essere al servizio dell’usabilità e dell’utilità del sistema.