Sono abbonato agli aggiornamenti youtube di Barack Obama. Nell'aggiornamento che mi è arrivato oggi ci sono tre titoli:

Lisa, Cesar, Cathy sono tre persone. Persone che hanno avuto problemi di salute. Persone che sono state abbandonate dal sistema sanitario americano. Lisa soffre di idrocefalo. La patologia l'ha costretta a ritirarsi dal lavoro, e quando ha perso il  posto ha perso anche l'assicurazione sanitaria. Oggi Lisa si trova in difficoltà, non ha i soldi per pagare le cure che le sono necessarie.

La Casa Bianca, per portare avanti la sua riforma, citerà dati, statistiche, preventivi di costi, analisi sociologiche, economiche. Obama parlerà di grandi princìpi, della necessità che l'America si dimostri capace di assicurare l'assistenza sanitaria ad ogni cittadino. Le statistiche, però, sono fredde: diceva Stalin che la morte di un uomo è una tragedia, la morte di un milione di uomini è statistica (e lui se ne intendeva).

Lisa non è statistica. Lisa è una donna, che soffre, che è malata,  che oggi non può curarsi. Se Obama vuole convincere  gli americani che è ora di cambiare, che è ora di riformare il sistema sanitario, Lisa può aiutare a smuovere l'opinione pubblica meglio di quanto non possano fare statistiche e discorsi.

Persone e interaction design

Noi non ci occupiamo di riforme sanitarie. Ci occupiamo di architettura dell'informazione e di interaction design. Ma il principio che sta dietro alla forza emotiva e cognitiva delle storie è la stessa che viene invocata da Cooper quando ci invita ad utilizzare i personaggi nel processo di analisi e progettazione di un artefatto cognitivo.

Il personaggio è uno strumento che permette a progettisti, sviluppatori e stakeholders di rimanere  focalizzati sugli scopi e sui bisogni degli utenti. Per questo motivo i personaggi devono essere il più realistici possibile; meglio ancora se modellati su persone vere, veri utenti (attuali o potenziali) dei nostri servizi.

Meglio ancora, suggerisce Stefano Dominici, scegliere quei personaggi che costituiscono i profili "limite" della nostra utenza. Se sapremo soddisfare i loro bisogni, probabilmente accontenteremo anche l'utente medio.

Approfondimenti

Per approfondire l'argomento, consiglio:The Origin of Personas di Alan Cooper e due buone risorse in italiano: