Il nostro studio sulla struttura dei menu gerarchici

Stefano Bussolon

A nostro avviso gli elementi che influiscono sulle prestazioni degli utenti sono:

Il numero di scelte che il soggetto deve compiere per portare a termine il compito. Fornire all’utente scorciatoie per ridurre il numero di tali scelte permette di migliorare le prestazioni pur mantenendo la medesima profondità;

l’information scent, ovvero la capacità della struttura di fornire all’utente indicazioni sulle pagine che seguono. Maggiori sono gli indizi che la struttura offre sulle pagine che seguono e maggiore dovrebbe essere il livello della performance;

Il numero di elementi su ciascun livello ed il loro raggruppamento in chunks significativi. Raggruppare gli elementi permette di elevare il numero di elementi presentabili contemporaneamente sulla stessa schermata.

Nel nostro esperimento abbiamo utilizzato delle strutture paragonabili per ampiezza e profondità a quelle utilizzate da Larson e Czerwinski:

16x24

24x16

8x8x6a un livello visualizzato su ogni pagina

8x8x6b due livelli visualizzati su ogni pagina

Il nostro lavoro si basa su un approccio classico alla conduzione degli esperimenti controllati. Tale approccio implica la conduzione di ricerche di base, la formulazione di ipotesi, la manipolazione di variabili, la scelta di un campione rappresentativo della popolazione e numericamente consistente e l’utilizzo dell’inferenza statistica.

Ipotesi sperimentali

Partendo dai dati della letteratura e dalle nostre considerazioni su quali siano gli elementi che determinano le prestazioni dei soggetti abbiamo ipotizzato che:

La ricerca di informazioni attraverso la struttura 8x8x6b, rispetto alla struttura 8x8x6a, sia facilitata perché sono fornite indicazioni sui percorsi che si possono seguire e scorciatoie

con la struttura 8x8x6b si ottengano prestazioni non molto diverse da quelle ottenute con le strutture 16x24 e 24x16, sebbene gli items che tale struttura visualizza su ogni pagina siano numericamente superiori

Somministrazione

L’esperimento è stato somministrato a 1323 soggetti, dei quali 1233 in versione on-line e 90 in versione off-line

Si è optato per la somministrazione on-linedell’esperimento perché:

assicura che il contesto in cui si esegue la ricerca sia rappresentativo di un contesto reale

permette di testare un buon numero di soggetti in breve tempo, aumentando il potere statistico del test

permette di raccogliere dati anche sui soggetti che non portano a termine il compito

Il medesimo esperimento è stato somministrato anche a soggetti in condizione off-line, allo scopo di comprendere se ed in che modo i risultati delle sperimentazioni off-line siano estendibili alle situazioni di reale navigazione on-line e viceversa.

L’assegnazione casuale dei soggetti ai diversi gruppi sperimentali e garantisce che le differenze riscontrate fra i gruppi siano riconducibili alle variabili indipendenti.

Nella versione off-line viene presentato anche un questionario su scala Likert a 5 punti per comprendere come gli utenti percepiscono il compito in relazione al tipo di struttura utilizzata. Le domande a cui i soggetti che svolgevano l’esperimento in versione off-line dovevano rispondere erano le seguenti:

La directory è organizzata in modo logico e naturale

È evidente da subito quali informazioni sono disponibili

È risultato facile raggiungere le informazioni cercate

La struttura è facile da usare

Vi sono troppe informazioni sulle singole pagine

Risultati:

Tasso di abbandoni

Il numero di abbandoni maggiore si ha per la struttura 8x8x6a, quello minore per la struttura 8x8x6b.

Punto d’interruzione del compito

Non ci sono differenze fra i gruppi circa i soggetti che abbandonano il compito prima di iniziarlo, questo dato fa supporre che la numerosità di elementi 8x8x6b non scoraggi gli utenti più delle altre strutture.

Numero di categorie trovate

Un secondo indicatore di abbandono è costituito dal numero di categorie trovate da ciascun soggetto. Il valore di questa variabile può andare da 0 (nessuna cat. trovata) a 10 (tutte le cat. trovate). Anche quest’indice evidenzia che la struttura 8x8x6b facilita il recupero delle informazioni.

Numero di errori

Nella condizione on-line vengono commessi più errori che in quella off-line, ma in entrambi i casi vengono commessi più errori con la struttura 8x8x6a, mentre tra le altre non ci sono sostanziali differenze.

Livelli della struttura in cui occorre il primo errore

Abbiamo voluto osservare a che livello della struttura i soggetti compiono il loro primo errore. Il livello 0 indica che il soggetto non fa errori, livello 1 che l’errore ha luogo a livello della prima scelta e così via. Abbiamo quindi potuto osservare che:

Nelle strutture 16x24, 24x16 e 8x8x6b il maggior numero di errori si ha al primo livello, quando va compiuta la scelta

Nella struttura 8x8x6a gli errori si distribuiscono tra il 1° e il 2° livello. Infatti il soggetto deve compiere due scelte e non una come con le altre strutture

Nella condizione 16x24 i soggetti fanno un numero consistente di errori al livello 2, nonostante il compito non fosse altro che quello di trovare l’elemento corretto elencato nella lista.

Tempo di completamento del compito

Abbiamo deciso di non analizzare questa variabile dipendente, data la difficoltà di distinguere tra l’effetto di carattere tecnologico (il tempo necessario affinché il server fornisca la nuova pagina) e quello di carattere psicologico.

Questionario su scala Likert

La valutazione della percezione soggettiva del compito porta a concludere che non ci sono differenze tra le strutture, tranne riguardo all’evidenza delle informazioni disponibili che risulta facilitata dalla struttura 8x8x6b.

Conclusioni

I risultati confermano le nostre ipotesi:

La visualizzazione degli alberi gerarchici deve permettere di idurre il numero di decisioni necessarie per portare a termine il compito;

È utile anticipare all’utente informazioni in merito alle pagine seguenti (information scent).

Vanno evitate le liste troppo numerose. Il limite riscontrato, però, non si attesta attorno ai 9 elementi, ma può essere anche di molto superiore;

Strutturare gli elementi in chunks permette di superare i problemi inerenti alla numerosità degli stessi.

Dal punto di vista metodologico, possiamo affermare che un disegno sperimentale rigoroso permette di giungere a conclusioni che possono essere successivamente utilizzate come se si trattasse di euristiche, ma che hanno una validità superiore perché sono supportate da dati statisticamente rilevanti e non solo da evidenze logiche o empiriche.