Usabilità, architettura dell'informazione, ergonomia cognitiva
Il trasduttore di coordinate implementato nel cervello adotta un meccanismo estremamente affascinante, codificando quattro dimensioni (posizione orizzontale e verticale dello stimolo in coordinate retinocentriche e posizione orizzontale e verticale degli occhi rispetto al capo) su di una superfice bidimensionale (Andersen, Essick & Siegel, 1985).
In questa simulazione lo spazio codificato è monodimensionale (solo la dimensione orizzontale) e dunque verranno codificate solo due variabili:
· posizione orizzontale dello stimolo in coordinate retinocentriche;
· posizione orizzontale degli occhi rispetto al capo.
In alcune aree cerebrali (ad esempio nell'area 7a) vi sono neuroni sensibili agli stimoli visivi. Tali neuroni hanno, com'è ovvio aspettarsi, dei campi recettivi: rispondono solo a stimolazioni di aree della retina ben determinate (posizione dello stimolo sulla retina). La peculiarità di questi neuroni è data però dal fatto che la loro risposta dipende anche dalla posizione degli occhi rispetto al capo. Queste unità, infatti, vengono stimolate solo se si avverano due condizioni:
· presenza di uno stimolo nel campo recettivo (retinocentrico);
· orientamento degli occhi in una certa posizione rispetto al capo.
Ogni unità può essere univocamente definita attraverso due valori:
· il primo corrisponde alla distanza, in gradi, del centro del campo recettivo dalla fovea (con valori negativi per l'emicampo sinistro);
· il secondo valore corrisponde alla distanza, sempre espressa in gradi, della posizione degli occhi rispetto all'asse verticale del capo.
Attraverso questi valori è possibile calcolare la posizione del campo recettivo nel neurone espresso in coordinate craniocentriche: sarà sufficiente sommare algebricamente i due valori che lo definiscono.
Il neurone (-3, 2), ad esempio, risponderà agli stimoli che cadono 3 gradi a sinistra della fovea qualora gli occhi siano spostati di 2 gradi a destra rispetto al capo; il suo campo recettivo, in coordinate craniocentriche, è di 1 grado a sinistra rispetto l'asse verticale del capo: 3 + 2 = -1.
-2 -1 0 1 2
-2 -1 0 1 2 -2 -1 0 1 2 -2 -1 0 1 2 -2 -1 0 1 2 -2 -1 0 1 2
-4 -3 -2 -1 0 -3 -2 -1 0 1 -2 -1 0 1 2 -1 0 1 2 3 0 1 2 3 4
Pos. occhi/capo m l m m m
Pos. stimolo/retina m m m m l m m m m l m m m m l m m m m l m m m m l
Neuroni area 7a m m m m m m m m m l m m m m m m m m m m m m m m m
-4 m m
-3 m m m
-2 m m m m
-1 m m m m m
0 m m m m m m
1 l l m m m
2 m m m m
3 m m m
4 m m
é éPos. Stimolo/capo
Nella tabella viene presentato un trasduttore di coordinate con le seguenti caratteristiche:
· vi sono 5 posizioni retiniche (-2 +2);
· gli occhi possono assumere 5 diverse posizioni (-2 +2);
· la rappresentazione centrata sul capo può codificare fino a 9 locazioni diverse:
-2 + -2 = -4 2 + 2 = 4;
In questo momento le informazioni codificate sono le seguenti:
· la posizione degli occhi è spostata di 1 grado verso sinistra (-1, riga pos. occhi/capo, pallino pieno in seconda colonna);
· lo stimolo cade all'estrema destra della retina, nel campo recettivo del neurone +2 (riga pos. stimolo/retina, colonne 5, 10, 15, 20, 25);
· in queste condizioni viene attivato il neurone quasi-visivo con coordinate (-1, +2) (riga neuroni area 7a, colonna 10);
· questo neurone proietta verso l'unità della mappa craniocentrica il cui campo recettivo cade 1 grado a destra rispetto al capo (pallino pieno della colonna pos. stimolo/capo nella nona riga);
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