3.6 Il modello funzionalista di Barsalou

Michela Ferron

è stato visto precedentemente che secondo Lawrence W. Barsalou la formazione della struttura graduata costituisce un fenomeno flessibile, dipendente dal contesto e non riconducibile ad un unico fattore determinante come la somiglianza (Macchi, 1999).

Egli infatti sostiene che i concetti non sono delle rappresentazioni stabili, ma la loro struttura varia considerevolmente non solo a seconda che sia determinata dalla tendenza centrale, dagli ideali o dalla frequenza di associazione, ma anche a seconda del contesto.

Il modello funzionalista di Barsalou afferma che le informazioni contenute nella memoria a lungo termine vengono utilizzate dalla memoria di lavoro per costruire i concetti relativamente ai contesti e alle situazioni specifiche. Da questo punto di vista risulta chiaramente che le categorie sono dei costrutti temporanei che dipendono strettamente dai contesti.

Una volta formati, questi concetti vengono immagazzinati nella memoria a lungo termine, sebbene non costituiscano delle rappresentazioni rigidamente definite, bensì presentino caratteristiche di flessibilità e variabilità.

Specificatamente, quindi, Barsalou suggerisce che un modo per spiegare la struttura interna delle categorie consiste nell'assunzione che gli individui possiedano un'elevata attitudine creativa alla costruzione dei concetti (Barsalou, 1985). Pertanto, è possibile che le persone non recuperino la stessa categoria ogni volta che si trovano in una particolare circostanza. Al contrario è possibile che costruiscano una varietà di concetti nella working memory ogni volta che si rapportano a situazioni diverse, in modo tale che il concetto utilizzato per identificare la stessa categoria è altamente variabile (Barsalou, 1987).

Secondo questa prospettiva la memoria a lungo termine non contiene rappresentazioni invarianti, ma conoscenza generica ed episodica utilizzata attivamente dalla memoria di lavoro.

Anche se alcune informazioni potrebbero essere indipendenti dal contesto, cioè sempre incorporate in un concetto, altre potrebbero partecipare alla sua formazione solo nelle situazioni più pertinenti, e dipendere largamente dalle contingenze del momento. Questi potrebbero essere quindi gli elementi distintivi in grado di fornire le caratteristiche di stabilità o dinamicità alle categorie.

In conclusione, la teoria funzionalista di Barsalou ha il merito di rivalutare la complessità dei processi di categorizzazione, attraverso la riconsiderazione del ruolo della similarità, che, pur perdendo la centralità esplicativa che possedeva nella teoria del prototipo di Rosch, resta comunque una tappa importante della categorizzazione degli oggetti del mondo reale.

L'approccio funzionalista di Barsalou risulta essere ad oggi il più convincente, in quanto è in grado di spiegare il maggior numero di dati sperimentali e di superare i punti critici delle altre teorie.

L'esposizione delle principali teorie della categorizzazione risulta particolarmente opportuna in funzione della comprensione dei processi di classificazione durante la procedura di card sorting.

La metodologia del card sorting, infatti, si definisce principalmente come una tecnica di elicitazione della conoscenza, utile all'investigazione dei procedimenti attraverso i quali gli individui organizzano le informazioni in riferimento ad un particolare dominio semantico.

Pertanto, nel capitolo successivo verranno esaminati i principali metodi per lo studio della rappresentazione categoriale della conoscenza, con particolare riferimento all'utilità della categorizzazione delle informazioni nella tecnica del card sorting per la progettazione dell'architettura informativa di un sito web.