1.3 L'accessibilità dei siti web

Michela Ferron

Quando si parla di accessibilità si fa riferimento ad un concetto generale, ispirato alla progettazione universale (design for all), che nasce nell'ambito dell'architettura e del design di prodotti concepiti per essere utilizzati dal maggior numero di persone possibili, comprese quelle affette da qualche forma di disabilità.

In questo contesto emergono due concetti generali alla base della progettazione universale: in primo luogo, la pianificazione dell'artefatto tenendo in considerazione i principi dell'accessibilità fin dalle prime fasi di progettazione, in modo tale da evitare di dover apportare, a posteriori, una lunga serie di modifiche che spesso danno esito a soluzioni inadeguate (Burzagli & Graziani, 1999).

In secondo luogo, il principio secondo cui considerando le esigenze dei portatori di disabilità si raggiunga un prodotto più usabile per tutti (Busetti, 2002; De Sanctis, 2003). Un esempio classico è quello delle rampe di accesso: inizialmente progettate per i disabili in carrozzina, si sono in seguito rivelate utili anche per le persone con passeggini per bambini o carrelli per merci, per gli anziani con il bastone, e, in generale, per tutti gli utenti.

Da questo punto di vista, quindi, in un sito web accessibile il contenuto informativo deve poter essere fruibile da tutti, indipendentemente dalla dotazione strumentale (user agent), dalla situazione ambientale, o dalle abilità fisiche e sensoriali del visitatore (Busetti, 2002; Paddison & Englefield, 2004). Infatti, l'utente potrebbe presentare una ridotta capacità visiva, uditiva o cognitiva, lavorare con un sofware non aggiornato, un browser testuale, un sintetizzatore vocale o un telefono cellulare, e l'ambiente di lavoro potrebbe essere poco confortevole, rumoroso o poco illuminato.

In definitiva, grazie alla progettazione universale è possibile creare un prodotto che non solo sia accessibile agli utenti con esigenze particolari, ma che sia anche più usabile per tutti.

A sottolineare l'importanza dell'accessibilità e della progettazione universale, è opportuno ricordare che l'Unione Europea già da parecchi anni è impegnata a sostenere attivamente questi principi, promuovendo il diritto di accesso ai servizi info-telematici, in particolare quelli dei siti web, da parte degli utenti disabili (Scano, 2004). A questo proposito, uno dei piani di azione più vasto e rilevante è l'iniziativa eEUROPE, varata nel 1999 dalla Commissione Europea con l'obiettivo di rilanciare l'economia europea in una dimensione mondiale e maggiormente competitiva, attraverso la diffusione di Internet a tutti i settori della società, con particolare riferimento ai disabili ed agli anziani (eEUROPE, 2000; Commissione delle Comunità Europee, 2001).

A seguito del progetto eEUROPE, anche in Italia sono stati emanati dei documenti rilevanti in materia di accessibilità. Il primo è una circolare ministeriale del 13 marzo 2001, emanata dal Ministro per la Funzione Pubblica (2001): Linee Guida per l'organizzazione, l'usabilità e l'accessibilità dei siti Web delle Pubbliche Amministrazioni, dove per "Pubbliche Amministrazioni" vengono intese

tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Prov ince, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi ed associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale. (Corte Suprema di Cassazione, 1993)

Nella circolare viene fatto esplicito riferimento alle indicazioni europee e ai documenti conclusivi della Conferenza Ministeriale di Lisbona dell'Unione Europea del 20 marzo 2000 e della Conferenza di Feira del 19 e 20 giugno 2000, esaminando separatamente, per la prima volta, le questioni dell'accessibilità e dell'usabilità (Ministro per la Funzione Pubblica, ).

In seguito alla circolare del 13 marzo 2001, l'Autorità Informatica per la Pubblica Amministrazione (AIPA) ha pubblicato un documento intitolato Criteri e strumenti per migliorare l'accessibilità dei siti web e delle applicazioni informatiche a persone disabili, nel quale vengono specificati i criteri e le modalità di progettazione e manutenzione dei sistemi informatici pubblici (Autorità Informatica per la Pubblica Amministrazione, 2001

Il 30 maggio 2002 il Governo Italiano ha emanato una direttiva

nformazione e ai relativi servizi, ivi compresi quelli che si articolano attraverso gli strumenti informatici e telematici

In termini di accesso ad Internet, le disposizioni europee ed italiane fanno riferimento soprattutto ai disabili. Esistono svariati tipi di disabilità che costituiscono un ostacolo alla fruizione di informazioni e servizi nel World Wide Web, tra cui i deficit sensoriali che colpiscono la vista e l'udito, i problemi motori, psichici e cognitivi, oltre a quelli dovuti all'avanzamento dell'età (Burzagli & Graziani, 1999; Nielsen, 2000; eEurope, 2000; ).

Per quanto riguarda le disabilità della vista tipicamente si distinguono due classi di utenti, ossia i non vedenti e gli ipovedenti, per i quali si riscontrano problemi di accesso diversi. Infatti, gli ipovedenti solitamente utilizzano il monitor come dispositivo di output, sebbene con l'aiuto di particolari accorgimenti, come l'aumento della dimensione dei caratteri usati, o l'impostazione di colori al fine di aumentare il contrasto, o l'utilizzo di specifici software di ingrandimento dello schermo. Al contrario, i non vedenti si servono di dispositivi di uscita dell'informazione che impiegano diversi canali sensoriali, come i sintetizzatori vocali, o i display Braille. In entrambi i casi, comunque, il contenuto informativo della pagina web viene filtrato e ristrutturato, in modo tale da permettere a questa classe di utenti di leggere in maniera sequenziale informazioni che altre persone con abilità visive nella norma potrebbero percepire con lo sguardo in maniera più diretta (Burzagli & Graziani, 1999).

Questa operazione di riorganizzazione dell'informazione risultava piuttosto semplice in ambiente testuale, ma con l'avvento delle interfacce grafiche i problemi per i disabili della vista sono notevolmente aumentati. Infatti, con l'intento di costruire un ambiente di lavoro più amichevole, la maggior parte delle operazioni sono state progettate per essere eseguite attraverso la manipolazione di oggetti, mediante il canale visivo (ibidem), il che complica ulteriormente la traduzione delle informazioni in modalità sonora o tattile.

Con riferimento alle disabilità dell'udito, i problemi di accesso sono perlopiù dovuti al crescente impiego di presentazioni multimediali che fanno uso di componenti audio. In questo caso, se l'informazione viene veicolata unicamente attraverso il canale uditivo, il sito o la pagina web possono diventare completamente inaccessibili per una persona sorda. Inoltre è necessario menzionare che, per i sordi congeniti, la mancanza di feedback uditivo porta frequentemente a problemi nell'apprendimento del linguaggio, e questo in molti casi si traduce in difficoltà di comprensione del testo scritto, specialmente quando si utilizzano frasi elaborate o ragionamenti astratti (ibidem).

Per quanto riguarda le disabilità motorie, solitamente ci si riferisce ad una varietà di handicap fisici, che si estendono dalla modesta paralisi ad un arto, all'incapacità di controllare i propri movimenti, alla quasi totale immobilità che costringe l'utente ad interagire con il computer esclusivamente mediante dei comandi di assenso o di negazione, che possono essere il soffio all'interno di una cannuccia o il battito dell'occhio. In tutti questi casi, comunque, la specifica difficoltà di accesso all'elaboratore riguarda il dispositivo di input dell'informazione (Autorità Informatica per la Pubblica Amministrazione, 2001).

Anche in relazione alle disabilità psichiche e cognitive ci si riferisce ad una molteplicità di deficit di varia natura, che possono chiamare in causa l'attenzione, la memoria, la capacità di ragionamento spaziale o altre componenti cognitive (Nielsen, 2000). Gli handicap cognitivi, purtroppo, non hanno ancora ricevuto molta attenzione da parte della ricerca sulle inferfacce utente, e pertanto si riscontra la mancanza di una solida base di linee guida per la progettazione di siti web accessibili per questa fascia di utenza (ibidem).

Infine, appare doveroso considerare anche le difficoltà di accesso ai siti web riscontrate dalle persone più anziane, per le quali Internet potrebbe costituire una vantaggiosa alternativa in grado di far fronte alle frequenti situazioni di isolamento sociale ed emotivo (Lee, Godbey & Sawyer, 2003). Con l'avanzamento dell'età, infatti, si presenta un declino funzionale che coinvolge deficit visivi e uditivi, una ridotta capacità della memoria a breve termine, e altri disturbi cronici come l'artrite. Queste disfunzioni legate all'età rendono difficile per gli anziani l'accesso ad Internet, portando spesso come conseguenza episodi di frustrazione e sentimenti di insuccesso.

è importante far presente che per realizzare siti web accessibili ai disabili non è necessario rinunciare a qualcosa, ma piuttosto, operare una ristrutturazione dei documenti e arricchirli di informazioni aggiuntive che permettano di renderne più semplice la consultazione da parte di queste categorie di utenti. Per esempio, un documento accessibile ai non vedenti non deve essere necessariamente di tipo testuale, ma al contrario, è sufficiente che accanto agli elementi grafici orientati alla vista siano presenti anche delle informazioni alternative che ne descrivano la funzione ().

Esistono in proposito dei documenti pubblicati dal progetto WAI (Web Accessibility Initiative) del Consorzio Mondiale del Web (World Wide Web Consortium, o W3C), che contengono delle linee guida per la progettazione di siti web accessibili alla più ampia varietà di utenza.

La Web Accessibility Initiative costituisce uno dei quattro settori che vedono impegnato il W3C nello sviluppo del Web con oltre trecentocinquanta organismi in tutto il mondo, e si occupa di promuovere un alto grado di usabilità e di accessibilità per gli utenti con disabilità, in cinque aree di lavoro primarie: tecnologia, linee guida, strumenti, educazione, e ricerca e sviluppo.

In particolare, il progetto Web Accessibility Initiative ha prodotto una serie di linee guida per la progettazione dei siti web, elaborate con la partecipazione del mondo dell'industria, della ricerca, delle autorità pubbliche e di alcune associazioni di disabili, e la cui denominazione è Web Content Accessibility Guidelines 1.0 (World Wide Web Consortium, 1999).

Queste raccomandazioni sono state riconosciute dalla Comunità Europea come "la norma mondiale de facto per la progettazione di siti Web accessibili" (Commissione delle Comunità Europee 2001, p. 4), e costituiscono la messa in atto dei principi della progettazione universale per quanto riguarda Internet, presentando un insieme armonizzato di regole tecniche ed esempi pratici.

Le linee guida si ispirano a due concetti chiave per la progettazione orientata all'accessibilità: la trasformazione elegante delle pagine e la comprensibilità e navigabilità del contenuto.

Con riferimento al primo principio, le pagine che si trasformano con eleganza vengono indicate come quelle che rimangono accessibili a dispetto del tipo di utenti che le visita, i quali possono essere portatori di qualche disabilità come quelle descritte precedentemente, possono trovarsi in situazioni ambientali sfavorevoli, oppure utilizzare diversi dispositivi di interazione con il sito web. Le norme da seguire per la realizzazione di pagine che si trasformano con eleganza sono la separazione della struttura dalla presentazione, l'impiego di informazione in forma testuale, che può essere facilmente riprodotta secondo le modalità dei differenti dispositivi di browsing, e infine, la progettazione di documenti che siano accessibili agli utenti non vedenti e sordi e che non siano basati su una particolare piattaforma hardware.

Per quanto riguarda la comprensibilità e la navigabilità del contenuto, invece, viene segnalata l'importanza dell'uso di un linguaggio semplice e chiaro, e della presenza di meccanismi facilmente comprensibili per la navigazione all'interno della stessa pagina e fra pagine diverse. In questo modo si ottiene la massimizzazione dell'accessibilità e dell'usabilità per quegli utenti che non hanno la possibilità di utilizzare indicazioni visive ed elementi grafici, o che non possono abbracciare con lo sguardo la pagina web nel suo insieme.

All'interno del documento, ogni raccomandazione comprende una serie di punti di controllo che spiegano in che modo la specifica linea guida è applicabile nei più tipici contesti d'uso. è interessante notare che ad ogni punto di controllo è stato associato uno specifico livello di priorità basato sull'impatto che tale punto possiede sull'accessibilità. Un livello di priorità 1 esprime la necessità di applicazione del punto di controllo in questione, pena l'esclusione di uno o più gruppi di utenti dal contenuto informativo presente nel sito web. Un livello di priorità 2 indica che il progettista dovrebbe conformarsi alla raccomandazione, in caso contrario il sito web potrebbe comportare delle difficoltà di accesso da parte di una o più categorie di utenti. Infine, un livello di priorità 3 suggerisce di prendere in cosiderazione il punto di controllo relativo, in quanto diversamente alcuni gruppi di utenti potrebbero venire in qualche modo ostacolati nella fruizione delle informazioni presentate.

Di seguito le quattordici linee guida in cui si articola il Web Content Accessibility Guidelines 1.0 vengono brevemente elencate. Per una trattazione più approfondita si rimanda all'intero documento (World Wide Web Consortium, 1999).

Linea guida 1. Fornire alternative equivalenti al contenuto audio e visivo, che trasmettano all'utente le stesse funzioni o scopi informativi.

Linea guida 2. Non fare affidamento esclusivamente sul colore come mezzo per veicolare l'informazione, ma assicurarsi che il testo e la parte grafica siano comunque comprensibili anche senza il suo utilizzo.

Linea guida 3. Usare marcatori in modo appropriato, utilizzando i corretti elementi strutturali e controllando la presentazione con i fogli di stile.

Linea guida 4. Chiarire l'uso dei linguaggi naturali, utilizzando marcatori che facilitino la pronuncia e l'interpretazione di testi stranieri e abbreviati.

Linea guida 5. Creare tabelle che si trasformino in maniera elegante, che possiedano cioè la marcatura necessaria per essere trasformate dai browser accessibili e da altri interpreti.

Linea guida 6. Assicurarsi che le pagine che danno spazio a nuove tecnologie si trasformino in maniera elegante, in modo che siano accessibili anche quando le tecnologie più recenti non sono supportate o sono disabilitate.

Linea guida 7. Assicurarsi che l'utente possa tenere sotto controllo i cambiamenti di contenuto nel corso del tempo permettendogli di arrestare temporaneamente o definitivamente gli oggetti in movimento, lampeggianti o scorrevoli.

Linea guida 8. Assicurare l'accessibilità diretta delle interfacce utente incorporate, rendendo l'accesso alle diverse funzionalità indipendente dal particolare dispositivo usato, offrendo la possibilità di operare mediante la testiera o tramite comandi vocali.

Linea guida 9. Progettare per garantire l'indipendenza dal dispositivo, permettendo di attivare gli elementi della pagina con una molteplicità di dispositivi di input.

Linea guida 10. Usare soluzioni provvisorie, in maniera tale da permettere alle tecnologie assistive e ai browser non aggiornati di operare correttamente.

Linea guida 11. Usare le tecnologie e le raccomandazioni sull'accessibilità del World Wide Web Consortium, in caso contrario fornire un'alternativa accessibile del contenuto.

Linea guida 12. Fornire informazioni per la contestualizzazione e l'orientamento, aiutando in tal modo gli utenti a comprendere pagine o elementi complessi.

Linea guida 13. Fornire meccanismi di navigazione chiari e coerenti, per aumentare la probabilità che gli utenti trovino quello che cercano.

Linea guida 14. Assicurarsi che i documenti siano chiari e semplici in modo che possano essere compresi più facilmente.