Il World Wide Web

Stefano Bussolon, Elisabetta Valentini

Internet è uno strumento estremamente potente: centinaia di milioni di persone collegati in una rete globale, che pubblica centinaia di milioni di documenti. Ma la compessità dello strumento pone il problema della sua usabilità.

Internet costituisce il fenomeno tecnologico, economico e sociale di questi anni; nato all'inizio degli anni 70 da un progetto militare, sviluppatosi in ambienti accademici, ha visto un'esplosione di interesse con la nascita e l'affermarsi del world wide web. I servizi che internet può offrire sono molti: si va dalla condivisione di files (ftp) al controllo remoto di un computer (telnet) allo scambio di messaggi di posta elettronica, o alla conversazione on line (chat). Ma il www costituisce l'elemento trainante del suo successo.

Nato al CERN di Ginevra all'inizio degli anni 90, il www si basa sul concetto di ipertesto: un documento testuale, potenzialmente arricchito di immagini, suoni ed animazioni, legato ad altri documenti attraverso dei link. I link ipertestuali rendono possibile caricare altri documenti ipertestuali, in una rete potenzialmente infinita, world wide web appunto.

Fra i punti di forza del www va sicuramente annoverata la facilità di utilizzo: buona parte della navigazione si risolve nel clickare con il mouse sui link. Naturalmente questa facilità non garantisce l'usabilità di un sito ed in buona sostanza le regole generali di usabilità sono valide anche per il www.

Internet è la rete delle reti informatiche. Si basa su di un protocollo (uno standard di trasmissione di dati) potenzialmente capace di trasmettere ogni tipo di dato che può essere elaborato da un calcolatore. Con l'avvento dei computer multimediali, capaci di interfacciarsi con innumerevoli media, attraverso internet è possibile condividere, tranne poche eccezioni, praticamente ogni cosa: documenti, libri, musica, immagini, programmi, applicativi, persino film o trasmissioni radiofoniche. I limiti fisici della velocità di trasmissione, soprattutto per l'utenza domestica, sono ancora molto forti, ma le possibilità sembrano comunque crescere.

Potenza, complessità, usabilità

Internet è quindi uno degli strumenti più potenti che si possano immaginare: la potenza computazionale dei calcolatori connessi è difficilmente stimabile; il sistema coinvolge un numero di utenti e di documenti estremamente alto:

a marzo 2000 vi sono 300.000.000 di utenti mondiali on line (fonte: http://www.nua.ie/surveys/how_many_online/index.html)

120.000.000 in USA hanno la connessione, 80.000.000 la utilizzano con regolarità;

10.700.000 italiani hanno la connessione, 5.6 milioni vanno on line una volta a settimana (maggio 2000), fonte: http://www.nua.ie/surveys/index.cgi

Il motore di ricerca altavista http://www.altavista.com indicizza 250.000.000 di pagine. La presenza di un tale numero di pagine indicizzate da un motore di ricerca pone esplicitamente un problema, sia per i produttori che per i fruitori dei contenuti del web. Un sistema che contiene 250 milioni di documenti si rivela senza dubbio potente, ma difficile da utilizzare.

Efficacia, utilità, usabilità

Tutti gli artefatti che utilizziamo più o meno quotidianamente al fine di raggiungere un obbiettivo presentano diversi livelli di complessità; possono cioè essere stati progettati e costruiti per raggiungere un solo fine oppure possono essere stati pensati per svolgere diverse funzioni. Così ad esempio un martello può risultare uno strumento molto utile e allo stesso tempo usabile soprattutto in relazione alla semplicità dello scopo per cui è stato pensato. Ma nel momento in cui lo scopo che ci prefiggiamo presenta un elevato livello di complessità, abbiamo la necessità di un artefatto , di uno strumento che offra flessibilità e alternative d'utilizzo. In altre parole abbiamo bisogno di un artefatto che presenti a sua volta una certa complessità e che offra quindi la possibilità di muoversi con efficacia nell'ambiente, offrendo diverse soluzioni per il raggiungimento dello scopo. Posto in questi termini il problema dell'usabilità diventa un problema molto rilevante e non scontato poiché ricerca il modo migliore di selezionare lo strumento più adatto per ottenere il risultato desiderato. La complessità della rete è tale che il problema dell'usabilità assume un ruolo preminente, anche in prospettiva del suo utilizzo da fasce sempre più ampie di popolazione.

Criteri di usabilità

L'usabilità, intesa come la misura della qualità dell'esperienza dell'utilizzo di un oggetto, non è una misura unica ma è piuttosto determinata da una serie di parametri.

Uno strumento può quindi essere considerato usabile se soddisfa sostanzialmente quattro criteri:

1) Se il suo utilizzo è facile da apprendere e da memorizzare, cioè quanto velocemente un utente che non ha mai interagito con l'artefatto riesce ad apprenderne sufficientemente bene l'uso e a ricordarsi la volta seguente i passi da compiere per interagire con lo strumento senza dover imparare nuovamente quanto appreso in precedenza.

2) Se è efficiente, cioè se rispetto ad altri strumenti che avrebbero le potenzialità di raggiungere lo stesso scopo rappresenta una scorciatoia verso l'obbiettivo, cioè se facilita e velocizza il conseguimento del risultato.

3) Se permette di prevenire i possibili errori nell'utilizzarlo, consentendo poi eventualmente di recuperare facilmente lo sbaglio.

4) Se procura una certa soddisfazione all'utente che ci interagisce.

Alla luce di quanto finora esposto, bisogna quindi considerare l'interazione con gli artefatti in termini di miglioramento della loro usabilità , cioè di quanto ci rendano facile conseguire il nostro obbiettivo. Diventa quindi cruciale la risposta alla domanda: "Come si fa per rendere uno strumento usabile?"

Visibilità

Possiamo partire dalla considerazione che un sistema, formato dalle tre variabili - strumento, ambiente e utente - da la possibilità all'utilizzatore dell'artefatto di interagire con uno strumento che possiede una buona usabilità e che gli consente quindi di raggiungere in modo più immediato lo scopo quando rende:

· visibile lo stato dell'ambiente, il suo grado di complessità, le potenzialità che vi sono insite;

· visibili tutte le possibilità dello strumento, anche quelle che non sono direttamente collegate al raggiungimento dell'obbiettivo e che anzi potrebbero essere potenzialmente dannose per il suo conseguimento;

· Visibili gli effetti dell'artefatto

· Visibili le modificazioni avvenute nell'ambiente e nello strumento, a seguito dell'utilizzo dell'artefatto

Possiamo dunque considerare l'usabilità come una proprietà indispensabile e da non ritenere mai scontata di un artefatto, in quanto svolge diverse funzioni: evidenziare tutte le potenzialità che uno strumento possiede, suggerire "il modo migliore" per raggiungere il risultato desiderato, precludere o comunque mettere in risalto le soluzioni non efficaci , che possono allontanare dal conseguimento dell'obbiettivo o addirittura risultare dannose per il raggiungimento dello scopo per cui è stato utilizzato lo strumento.