Processamento preattentivo dei link

Sarah Menini

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In particolare, i link presenti nel corpo del testo sono molto importanti perché rappresentano il collegamento ad argomenti lì nominati. I link migliori sono quelli testuali, perché rispetto alle immagini (salvo che non si tratti di simboli il cui significato è molto condiviso) sono più informativi e meno ambigui. Tuttavia, avere un link testuale pone il problema della sua discriminabilità rispetto al resto del testo: l’utilità dei link è determinata dalla loro riconoscibilità.

Per assicurare questa riconoscibilità è bene differenziare nettamente i link dal testo in cui sono contenuti: il colore e la sottolineatura risultano particolarmente utili allo scopo; essi fanno sì che l’attenzione dell’utente sia catturata dal link in modo automatico, anche quando il soggetto non legge l’intero testo, ma si limita a scorrerlo.

A determinare quest’effetto popout, però, non è solo il fatto che il target (il link) si differenzia dai distrattori (le altre parole) per una caratteristica saliente (il colore o la sottolineatura), ma anche la densità con cui questi target sono presenti. Se una serie di target sono presentati uno di seguito all’altro il sistema percettivo dell’utente si adatta all’ambiente alzando la soglia critica di percezione, quindi fare lunghe liste di link diminuisce l’effetto popout. In altre parole, se la lista di link è molto lunga si finisce con l’avere un altro testo che, sebbene ancora distinguibile dal testo principale, non è più sufficientemente informativo. In questo caso l’utente distingue ancora i link dal resto del testo, ma diminuendo l’effetto popout, si perde il vantaggio di un’elaborazione preattentiva, cioè senza sforzo, degli stimoli. Sia che si utilizza il colore, la sottolineatura o entrambi i modi per evidenziare i link, questi elementi non dovrebbero essere utilizzati in nessun altro caso, altrimenti l’utente potrebbe credere che si tratti di un link anche quando non è così.

Sempre per il fatto che l’immediata riconoscibilità di un link testuale colorato è dovuta alla sua elaborazione preattentiva, sarebbe utile cercare di non disporre i link su due righe in quanto ogni riga verrebbe processata separatamente, inducendo l’utente a credere che si tratti di due link anziché di uno. Inoltre i link, non devono contenere un numero eccessivo di parole piene (sostantivi, verbi, aggettivi), il numero ottimale sembra attestarsi intorno ai quattro elementi significativi (Nielsen, 2000). Va evitato anche il “clicca qui”. Infatti, il link è una parola particolarmente evidente nel testo ed è uno degli strumenti che possediamo per aiutare l’utente a trovare quello che gli interessa mentre scorre la pagina senza leggerla. Se il link non offre informazioni circa l’argomento cui è collegato perde parte buona parte della sua utilità.

[Vedi anche: attenzione selettiva e cecità ai banners, il colore dei link come memoria esterna]

Esempio di sito i cui i link non sono colorati né sottolineati, ma si colorano solo al passaggio del mouse: