Consistenza interna ed esterna

Sarah Menini

Se ogni volta che l’utente entra in un nuovo sito dovesse apprenderne il funzionamento, comprenderne i comandi e le metafore utilizzate, perderebbe molto tempo e sarebbe sottoposto ad un maggior sforzo cognitivo. Mettere l’utente nella condizione di utilizzare un sito fin dalla sua prima visita fa diminuire il carico cognitivo, inoltre permette all’utente di concentrarsi sul compito piuttosto che sullo strumento. L’apprendibilità di un sito consiste, dunque, nel suo essere intuitivo, nel fatto che non richieda molto tempo né grande sforzo perché l’utente impari ad utilizzarlo.

Una volta che si è appreso come funziona un’interfaccia, il modo in cui sono utilizzate le varie metafore e le relazioni esistenti tra gli elementi, deve essere possibile sia riutilizzare questa conoscenza quando si torna al sistema dopo un lungo periodo, sia applicarla all’utilizzo di altri sistemi. Un sito facile da ricordare raggiunge entrambi questi scopi.

Consistenza (consistency) significa mantenere invariato il linguaggio, la grafica, gli effetti, la presentazione, le metafore; essa può dividersi in consistenza interna ed esterna. La consistenza interna si ha quando gli elementi rimangono invariati all’interno di tutto il sito, mentre la consistenza esterna fa riferimento ad una standardizzazione dei diversi siti.

La consistenza interna aumenta non solo la prevedibilità del sito, cioè la possibilità che l’utente conosca in precedenza le conseguenze delle sue azioni sul sistema, ma anche la sua ri-usabilità.

La consistenza esterna invece mette l’utente nella condizione di riapplicare le sue precedenti conoscenze circa la navigazione in altri siti e l’utilizzo di altre applicazioni, senza richiedere un nuovo apprendimento.

Un esempio di consistenza esterna è l’utilizzo di colori standard nella creazione dei link. Poiché la maggior parte dei siti utilizza il colore blu per i link da visitare e il colore viola per quelli visitati, la conformità a questo standard permette all’utente di utilizzare conoscenze già apprese e di non confondersi durante la navigazione. Secondo Nielsen (1999), questo standard va rispettato sebbene si tratti di un esempio di cattivo design, in quanto il blu per il testo è un colore che riduce la leggibilità. Secondo Nielsen, infatti, quando si utilizzano colori non standard per i link, “gli utenti perdono la capacità di identificare con sicurezza quali parti del sito hanno già visitato e quali parti restino da esplorare. La percezione che l’utente ha della struttura del sito e della propria posizione al suo interno si indebolisce notevolmente, e come risultato l’usabilità ne soffre”. (Nielsen, 2000, p. 62)

Esempio di sito i cui link non rispettano i colori standard: