Usabilità, architettura dell'informazione, ergonomia cognitiva
Ogni persona costruisce modelli mentali che laiutano ad interpretare e capire il mondo.
Il modello mentale del funzionamento di un artefatto, sia esso fisico o cognitivo, si basa in buona parte sullinterpretazione della sua struttura visibile e delle azioni che sono percepite come possibili. Questinterpretazione diviene problematica quando limmagine del sistema non esplicita quale sia il modello corretto del suo funzionamento, facendo sì che lutente si formi un modello mentale fallace del funzionamento dellartefatto stesso e interagisca con loggetto in conformità a questo modello erroneo (Norman, 1997). Gli artefatti, quindi, possono aiutare oppure ostacolare la costruzione di un modello mentale corretto del loro funzionamento sulla base della loro struttura. Con il modello concettuale sbagliato utilizzare gli oggetti diviene pressoché impossibile. Tutti gli artefatti, ed in modo particolare i siti web, per essere funzionali dovrebbero ridurre al minimo la distanza esistente tra il modello concettuale del progettista, e quindi limmagine del sistema, e quello dellutente. Questo avviene quando il loro utilizzo è intuitivo e non richiede spiegazioni né manuali duso.
Una serie di accorgimenti permette di ridurre questo gap:
sfruttare i vincoli naturali e artificiali: i vincoli limitano il numero di alternative praticabili, di conseguenza lutente ha limpressione che ci sia solo un possibile utilizzo delloggetto, quello giusto;
sfruttare le affordances: si tratta in questo caso di fornire allutente inviti funzionali;
sfruttare il mapping naturale: con questo concetto sintende la relazione esistente tra lazione che si può compiere sulloggetto e gli effetti che ne derivano.
Le interfacce grafiche funzionano fornendo allutente una rappresentazione grafica che funge da medium tra sé ed il sistema. Esse, attraverso luso di rappresentazioni grafiche di oggetti, concetti o azioni facilitano la costruzione, da parte dellutente, di una rappresentazione mentale corretta del sistema.
Le icone sono simboli grafici che rimandano ad oggetti o ad azioni reali e vengono utilizzate al posto delle parole perché sembrano più intuitive. Tuttavia, le icone non sono sempre il miglior modo di rappresentare i dati, infatti, esse funzionano bene solo quando la relazione tra licona e il suo significato è automatica ed indipendente dallapprendimento. In altre parole è necessario che licona evochi il suo significato in modo implicito, senza sforzo interpretativo da parte dellutente. Per questo motivo le icone più funzionali sono quelle che più concretamente rappresentano loggetto o lazione cui si riferiscono.
Le persone sono abituate a creare modelli mentali per interagire col mondo reale e per fare previsioni sugli effetti delle loro azioni. Quindi quando si trovano ad interagire con un mondo virtuale, lo sforzo cognitivo richiesto loro per apprendere i modelli di interazione col nuovo ambiente sarà minore se avranno la possibilità di applicare a questinterazione i modelli che hanno sviluppato in precedenza.
Se si sfrutta il mapping naturale tra lazione che si può compiere e licona che deve rappresentarla si ottengono icone intuitive che riducono al minimo lo sforzo interpretativo dellutente e non lo costringono ad imparare nulla di nuovo. Un esempio di mapping naturale applicato alle icone è luso del cestino. In questo caso licona del cestino è utilizzata per indicare lazione di eliminare un file; la metafora svolge appieno il suo compito e lutente comprende intuitivamente qualè lazione che può compiere.
Su web, nei siti di e-commerce, una metafora molto usata è il carrello della spesa: essa permette, di solito, di comprendere immediatamente a cosa serve quellicona, ma perché le metafore funzionino il loro significato deve essere altamente condiviso.
Nel 1999 un sito che vendeva articoli per sport invernali utilizzò il termine slitta degli acquisti invece che carrello. Il risultato fu catastrofico: metà degli utenti non capì a cosa ci si riferiva e metà giunse alla deduzione corretta grazie al fatto che la posizione della slitta era la stessa che avrebbe avuto il carrello (citato da Nielsen in web usability, 2000). Questo esempio dimostra che perché una metafora sia funzionale il suo significato deve essere chiaro e culturalmente condiviso.
Misura la tua capacità logica, il tuo lessico, le tue capacità induttive con i test on line di hyperlabs.net.