Usabilità, architettura dell'informazione, ergonomia cognitiva
L'ergonomia cognitiva ha sviluppato delle teorie e delle classificazioni degli errori, al fine di elaborare degli strumenti capaci di prevenirli.
Uno degli scopi delle valutazioni di usabilità è quella di evitare gli errori di design. In secondo luogo, di permettere una interazione più proficua.
Una delle più importanti teorie sugli errori è stata elaborata da Rasmussen. L'autore divide gli errori in tre livelli:
È il livello più basso, e si basa sull'interazione periferica: percezione ed azione. Generalmente non implica l'uso dell'attenzione, in quanto vengono applicati, in maniera automatica, degli schemi consolidati.
In questo livello applichiamo delle regole acquisite, che sono corrette per un determinato contesto. Affinché il comportamento, a questo livello, sia efficace, è necessario che:
a) venga applicata la regola corretta in base al contesto;
b) la regola, o procedura, venga applicata correttamente.
Il livello knowledge-based entra in gioco quando non è possibile applicare una regola prestabilita. Generalmente questo avviene quando il contesto è nuovo o fluido.
Se non è possibile applicare le regole è necessario interpretare le informazioni, pianificare la risposta, eseguirla e monitorare passo per passo l'evoluzione.
Gli errori sono definiti, nella letteratura anglosassone, slips e mistakes.
Slips sono errori di esecuzione di una azione corretta.
Esempio: voglio massimizzare una finestra, e per sbaglio clicco sul bottone che la chiude. Il problema è a livello skill-based.
mistakes sono gli errori dovuti ad una azione non appropriata, anche se potenzialmente corretta.
L'errore può essere a livello rule-based se applico una regola inappropriata al contesto o alle mie intenzioni.
È a livello knowledge based se la mia azione si basa su conoscenze insufficienti o scorrette.
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