1.3-Diffusione e Sviluppi di Internet

Luca Pieti

Fig. 1.1

Fig. 1.2 e 1.3

Fig. 1.4 e 1.5

Fig. 1.6 e 1.7

I grafici riportati sono stati tratti da "IlMercante in Rete", Livraghi (1998).

Nel Mondo

Per quanto riguarda la diffusione di Internet nel mondo si constata che si tratta ancora di un fenomeno "giovane" e poco omogeneo: non pochi anni dovranno passare prima che la rete diventi davvero uno strumento abituale in gran parte del mondo (Livraghi, 1998). Da ciò emergono alcune considerazioni generali: sembra che la crescita della rete non segua alcuna "curva logica", infatti, questa, continua ad avere fasi di accelerazione e di rallentamento. Inoltre risultano esserci forti differenze all'interno di aree geografiche e fra diversi paesi, che non si attenuano, ma che cambiano in continuazione con variazioni - crescite e diminuzioni - imprevedibili e non sempre facilmente spiegabili.

In Italia

La diffusione di Internet in Italia, sebbene sia partita da una base molto bassa (2 % del totale europeo), ha guadagnato alcune posizioni nel periodo tra il 1995-1996, pur avendo immediatamente dopo, come si nota nel grafico (fig.1 7), un decremento. Ciononostante negli ultimi tempi la diffusione in Italia ha dato segni di sviluppo superiori alla media europea. Le statistiche relative agli utenti mostrano una scarsa presenza in rete di persone che abbiano un'età oltre i 55 anni, sebbene ciò sia comprensibile, è, comunque, uno dei fenomeni che meriterebbero attenzione. Infatti, sono proprio le persone che si trovano in situazioni di isolamento, come spesso accade agli anziani, che potrebbero avere un particolare vantaggio dall'uso della rete. All'altro estremo della scala di età, invece, la presenza dei giovani sull'Internet è solo leggermente più alta, rispetto alla popolazione.

In Europa

La crescita degli Host mostra un andamento abbastanza costante (fig. 1.6), seppure con oscillazioni temporanee. I due paesi più forti, la Gran Bretagna e la Germania, hanno una crescita notevole e tendono ad "allungare le distanze" fra l'Italia e la Spagna, le quali finora non hanno una crescita tale da colmare la distanza che le separa dai paesi più avanzati (Livraghi, 1998).