2.2 Le caratteristiche della comunicazione tradizionale

Alessandra Verzelloni

Gli aspetti che principalmente caratterizzano la comunicazione tradizionale sono i seguenti:

linguaggio analogico: negli ultimi anni l’evoluzione tecnologica ha dato vita a nuovi strumenti comunicativi ed un importante passaggio è stato quello tra trasmissione dei dati su base analogica a quella digitale. Sulla comunicazione analogica si ha un raggio d’intervento limitato in termini di elaborabilità ed è inoltre necessario un certo grado di ridondanza del messaggio, per rimediare ai possibili errori causati da eventuali disturbi durante la trasmissione.

Al contrario, i messaggi in formato digitale possono essere compressi e corretti prima di essere ritrasformati in segnali analogici, ma soprattutto consentono di essere modificati;

limitata compatibilità tra i media: tutti i sistemi di comunicazione tradizionale usano uno specifico linguaggio tecnico, scarsamente o per nulla compatibile con gli altri. Di conseguenza, ad esempio, le immagini visibili al cinema non possono essere trasmesse dalla televisione, se non dopo essere state riversate su un nastro. Lo stesso vale per gli altri mezzi di comunicazione, che necessitano di sistemi di traduzione per poter condividere gli stessi dati;

scarsa interattivitàe asimmetria comunicativa: «Un oggetto informativo (ad esempio un programma) si dice interattivo se può partecipare a un processo di comunicazione modificando in maniera esplicita l’informazione emessa, in corrispondenza delle scelte degli altri partecipanti a tale processo».

Nonostante non siano tutti d’accordo nel considerare i mezzi di comunicazione tradizionali dei sistemi relativamente passivi, è chiaro che l’utente ha un raggio d’azione piuttosto limitato per poter influenzare i contenuti ricevuti. Il lettore di un giornale può scegliere gli articoli da leggere, ma entro un numero limitato di possibilità date a priori.

L’asimmetria comunicativa è una caratteristica intrinseca alla scarsa interattività che concedono i media tradizionali. Nella maggior parte dei casi il ricevente di un messaggio non può intervenire in tempo reale e rispondere alla comunicazione. Soltanto il telefono riesce a riprodurre le condizioni di una comunicazione interattiva, nonostante la mancanza della presenza fisica degli attori coinvolti.

Una delle ragioni di questa scarsa interattività e asimmetria ha origini storiche: i mezzi di comunicazione di massa sono nati allo scopo di informare, superando le barriere spazio-temporali imposte dalla comunicazione faccia a faccia. Il cinema stesso è nato come mezzo d’informazione o di propaganda, non come il mezzo di intrattenimento che conosciamo al giorno d’oggi. Di conseguenza l’aspetto dell’interattività stava assolutamente in secondo piano, rispetto alla possibilità di poter mettere al corrente le persone di ciò che stava accadendo dall’altra parte dell’emisfero.

Si sa che la soddisfazione di un’esigenza coincide con l’origine di un nuovo bisogno. Oggigiorno qualsiasi mezzo di comunicazione di massa non si limita ad informare gli utenti. Negli ultimi anni si è assistito allo sviluppo di una comunicazione più integrata, da uno scarso livello d’interattività i media tradizionali sono passati a modelli d’interazione più completa;

monomedialità: i media sin dalla loro origine e successivamente per lungo tempo, hanno comunicano utilizzando un codice predominante, quindi la radio ha utilizzato solo il canale sonoro, i libri ed i giornali hanno veicolato informazioni attraverso la scrittura e così via.

La nascita del cinema e della televisione, ha fatto muovere i primi passi verso la multimedialità, utilizzando più codici contemporaneamente. Un classico esempio sono i giornali, mentre alla loro nascita la scrittura costituiva il cento per cento della comunicazione, ora molto spazio è dato alle immagini. Si stanno addirittura preparando prototipi di televisori che stimolino il canale olfattivo, in modo da aumentare ulteriormente il coinvolgimento emotivo dell’utente durante la fruizione del mezzo.