2.5 Il linguaggio della Comunicazione Mediata dal Computer

Alessandra Verzelloni

Nella CMC la relazione tra emittente e destinatario si svolge in un contesto normativo sociale molto diverso dalla comunicazione faccia a faccia. Non c’è il continuo feedback che consente agli attori coinvolti di effettuare continui adattamenti e correzioni reciproche, al fine di raggiungere lo scopo della comunicazione stessa. Mancano tutti gli elementi della comunicazione non verbale: le pause, il tono i voce, la mimica facciale e i gesti del corpo.

Quindi che si tratti di un’e-mail, di una chat o di un newsgroup, certamente la scrittura assume un ruolo preponderante nella comunicazione tramite computer.

Naturalmente, per chi deve spedire un messaggio, scrivere comporta un costo maggiore in termini di tempo, che non alzare il telefono o parlare faccia a faccia con il proprio interlocutore. Cercando di aggirare questo problema solitamente gli utenti inviano messaggi condensati, ma questo accorgimento può avere un costo in termini di qualità della comunicazione. Infatti non solo si perdono parti dell’informazione da trasmettere, ma anche tutti quegli aspetti connotativi dei messaggi, che fanno capire molto su chi scrive e sulle sue intenzioni.

Nella comunicazione sincrona, l’Internet Relay Chat ad esempio, questa caratteristica è ancora più esasperata. Il testo deve essere digitato molto velocemente per rispondere con prontezza all’interlocutore e questo a spinto la comunità delle chat a creare una sorta di nuovo linguaggio. Le abbreviazioni sono utilizzate tantissimo, come «cmq» e «dgt», che corrispondono rispettivamente a comunque e digitare, le lettere maiuscole sono praticamente inutilizzate. Un altro espediente è l’uso di acronimi, un esempio inglese molto comune è «a/s/l», contrazione di age, sex, location, utilizzata quando si chiede una breve presentazione ad un nuovo interlocutore.

Per quanto riguarda gli aspetti non verbali, potendo contare solo sulla forma scritta, è stato creato un modo per riprodurre le espressioni mimiche facciali e di conseguenza gli stati d’animo, con un insieme di simboli topografici: le emoticons o smiley, molto comuni sono « :-) sorriso, :-o stupore, etc.».

E’ sempre più frequente trovare segni di “contaminazione” dello stile comunicativo della chat negli altri sistemi di comunicazione mediata, così che quello che era il linguaggio esclusivo della comunità delle IRC, sta diventando il linguaggio globale della rete.