2 Breve storia dell’e-commerce

Alessandra Verzelloni

Un comunicato stampa del 19 febbraio 1996 Olivetti Telemedia annunciava l’apertura di Cybermercato, il primo negozio virtuale italiano ed uno dei primi in tutta Europa. All’indirizzo www.mercato.it (oggi non esiste più) era possibile acquistare libri, articoli da regalo, computer, prodotti multimediali ad altro ancora. L’iniziativa era promossa da La Rinascente, le case editrici Franco Maria Ricci e McGraw-Hill, Apple, Olivetti, Vobis, Dessilani, Parmador ed altri ancora.

Le origini dell’e-commerce risalgono però ai primi anni Settanta nell’Electronic Data Interchange (EDI), sistema che consente il trasferimento di informazioni e documenti commerciali in un formato elettronico. Creato dalle imprese di trasporto, divenne molto importante nelle industrie in cui circolavano volumi molto elevati di scorte (come le industrie alimentari e automobilistiche).

L’EDI è un modo molto semplice per automatizzare gli acquisti, i venditori al dettaglio di solito lo usano per permettere ai propri magazzini di raggiungere i fornitori direttamente nel loro database.

Ai tempi della sua nascita non esisteva una rete globale quale è Internet oggi, quindi il sistema era supportato da reti di telecomunicazione private e sicure.

Nonostante i vantaggi prodotti, l’EDI era una soluzione molto costosa da realizzare, dato che era richiesta una linea di connessione dedicata tra i partner della transazione. Eventuali modifiche al sistema erano davvero molto onerose da apportare, in più aziende diverse utilizzavano database diversi, quindi la trasmissione dei dati spesso non era così semplice e diretta.

L’EDI inoltre non è un sistema interattivo, ciò significa che venditore e compratore non possono negoziare e discutere sul prezzo delle merci, possono solo accettare i termini dati della transazione.

A causa di questi svantaggi l’EDI è rimasto a lungo alla portata esclusiva dalle grandi imprese.

Oggigiorno le imprese necessitano di velocità, sicurezza e di un accesso fidato ad un vasto spettro di partners e fornitori, così da poter trovare acquirenti e spedire i propri beni rapidamente.

Internet è tutto ciò che l’EDI non è: è conveniente e facile da usare, è ovunque e chiunque può utilizzarlo. Per queste ragioni Internet è la risposta più adatta alle esigenze del business attuale e l’EDI può essere integrato nella sua tecnologia superando i limiti di cui si è parlato precedentemente.

Prima dell’era del Web, l’e-commerce era un’attività quasi sconosciuta del business-to-business, ma in seguito la corsa all’oro delle dotcom ha portato l’e-commerce alle luci della ribalta.

Poco prima dell’estate del 1999 molte aziende europee si sono affrettate per avviare un’attività su Internet, ma se il 1999 è stato dichiarato l’anno dell’esplosione delle dotcom, alcuni sostengono che il 2000 sia stato l’anno della loro sconfitta. Secondo la Webmergers, una compagnia che si occupa di fusioni e acquisizioni, più di 100 società di e-commerce chiusero i negozi soprattutto perché non riuscivano a trovare il modo per ottenere profitti. Gli scettici affermavano che l’e-commerce fosse morto prima ancora di nascere.

Certamente la prima generazione di società che si sono avventurate nel mondo del commercio elettronico si sono mosse per tentativi: con un background praticamente inesistente, cercavano di ottenere profitti e soprattutto il più velocemente possibile, in modo da conquistare le posizioni più vantaggiose.

Società come Dell Computer e Cisco ne hanno compreso immediatamente la tecnologia ed hanno ottenuto ottimi risultati. Le compagnie della old-economy sono rimaste alla linea di partenza sbalordite e confuse. Ora la situazione si sta facendo più chiara, si sta imparando la lezione e ci si sta preparando ad una fase più adulta e più consapevole del commercio elettronico.

Internet sta cambiano il modo di fare business e questi cambiamenti coinvolgono molte aree di una società. Tecnologia e flessibilità sono caratteristiche indispensabili per ottenere il meglio da Internet.