Multi-attività (Multithreading)

Tania Busetti

Dà la possibilità all'utente di svolgere più di un'operazione alla volta.

La multi-attività permette lo svolgimento nello stesso momento di due (o più) compiti che possono anche differire per modalità d'esecuzione. In questi contesti di doppio compito il computer deve sostituire la memoria di lavoro dell'utente e non fargli perdere il segno nei lavori che sta svolgendo, deve sempre dirgli a che punto è arrivato.

L'utente può essere spinto da diverse motivazioni ad aprire ed usare più applicazioni contemporaneamente:

il soggetto vuole, o deve, fare più compiti nello stesso tempo (ad esempio, scrivere un articolo, chattare ed ascoltare musica);

l'utente usa più applicazioni perché se ne aprisse una sola sarebbe costretto a perdere del tempo, ad esempio se sta navigando un sito lento, il cui caricamento è piuttosto lungo, nell'attesa fa dell'altro;

qualora avesse bisogno di utilizzare più fonti per eseguire un compito, può averle tutte a disposizione nello stesso momento, evitando così di dover passare da un documento all'altro e scordarsi, durante il tempo che occorre al passaggio, lo scopo dell'operazione o una parte dei dati consultati.

I moderni sistemi operativi permettono di aprire più applicazioni contemporaneamente e di svolgere più attività nello stesso tempo. Il sistema non deve vincolare l'utente ad una sola operazione in quanto l'utente può trovarsi nella condizione di dover eseguire un compito complesso che richieda più task per essere portato a termine.

In certi casi tutte le finestre sono attive e il soggetto divide l'attenzione tra queste, in altri il focus di input consente all'utente di interagire con una sola finestra alla volta focalizzando l'attenzione su quell'attività.

L'attenzione, appunto, può essere divisa/distribuita o selettiva/focalizzata (Eysenk, Keane, 1995).

La prima si studia presentando almeno due stimoli in contemporanea, con l'istruzione di elaborarli entrambi (doppio compito, doppia navigazione); in questo modo si acquisiscono nozioni sui limiti dei processi di elaborazione e sulle capacità attentive. È importante notare che è difficile compiere insieme due attività, anche se l'esecuzione di ciascuna separatamente non presenta particolari problemi; infatti, poiché la quantità di sforzo erogabile in un dato momento è limitata, attività simultanee che richiedono attenzione tendono ad interferire l'una con l'altra.

La seconda, invece, si studia attraverso la presentazione ai soggetti di due stimoli contemporanei con la richiesta di elaborare e di rispondere ad uno solo di essi; in questo modo si acquisiscono nozioni su come si selezionano alcuni stimoli piuttosto che altri, sulla natura dei processi selettivi e sugli stimoli che vengono trascurati. Esiste, comunque, un accordo generalizzato tra gli studiosi su che cosa spinge il soggetto a prestare attenzione ad alcuni stimoli e non ad altri: l'utente si concentra prevalentemente sulle informazioni che al momento sono rilevanti per raggiungere lo scopo che si è prefissato, oppure su stimoli “catturanti” l'attenzione, come per esempio quelli che sono in contrasto con le nostre aspettative o presentano un carattere di novità, intensità… (Berlyne, 1960). L'unico modo per impedire che gli stimoli non rilevanti interferiscano col compito principale è quello di focalizzare l'attenzione sull'attività.

Questa dimensione verrà ulteriormente approfondita di seguito. Su questo aspetto si baserà l'esperimento.

[Vedi anche Amodalità]