Adattabilità (Adaptability)

Tania Busetti

Il concetto di adattabilità si divide in due sotto-categorie:

adattabilità: l'utente può personalizzare l'interfaccia, anche se solo a livello superficiale, secondo i propri gusti (scelta dei colori, tipo di carattere, posizione delle icone…);

adattività: modificazione dell'interfaccia da parte del sistema in risposta al comportamento dell'utente.

Nel primo caso l'utente ha un ruolo attivo, nel secondo il suo ruolo è passivo, infatti è il sistema che “osserva” il comportamento dell'utente e modifica di conseguenza l'interfaccia.

Potrebbe essere una buona soluzione per l'usabilità creare diverse interfacce in relazione ai diversi profili d'utenza: ad esempio l'utente dovrebbe poter scegliere tra una presentazione HTML (modalità a video) o una PDF (modalità per la stampa) in base alle sue esigenze. Inoltre, quest'approccio dà la possibilità agli utenti con qualche handicap di scegliere e trovarsi ad interagire con un'interfaccia che gli si addice. La possibilità di creare una serie di pagine ognuna adatta ad un determinato profilo non deve essere esagerata. Da un'eccessiva costruzione di pagine ne risulta una struttura eccessivamente confusionaria e complicata da gestire sia per il programmatore che per l'utente ed, inoltre, un forte scompenso tra costi e benefici. Unica eccezione va fatta per quei siti che usano sistemi automatici per la creazione delle varie pagine.

L'adattabilità implica che il sistema disponga di un modello dell'utente, per adattarsi deve avere un'idea del proprio interlocutore. Esiste anche un limite all'adattabilità: le informazioni che si chiedono all'utente devono essere trattate secondo le leggi vigenti sulla privacy.

Visciola (2000, “Usabilità dei siti Web”), ad esempio, ritiene fondamentale per un sito sfruttare lo “user profiling”. Il successo di un sito dipende dalla capacità dello stesso di venire incontro ai requisiti degli utenti finali, cioè l'audience di un sito. Ci sono almeno tre aspetti del profilo dell'utente finale sui quali è utile raccogliere informazioni:

1) Profilo demografico, tecnologico e commerciale

Le informazioni demografiche (età, sesso, stato matrimoniale, grado di istruzione, locazione geografica, occupazione, reddito…) identificano la popolazione di utenza del sito. Le informazioni di tipo commerciale (anni sul Web, tipologia d'uso, ragioni d'uso…) permettono di capire il tipo d'uso che viene fatto del Web in generale, e del sito in questione in particolare. Le informazioni sulla dotazione tecnologica (browser e sistema operativo) permettono di definire gli ambienti per i quali progettare il sito, ambienti che riflettono quelli che gli utenti usano per accedere al sito.

Una progettazione centrata sui profili demografici, commerciali e tecnologici degli utenti finali agevola esperienze di qualità evitando quelle di frustrazione che causano l'uscita definitiva dal sito.

2) Profilo motivazionale

Questo profilo risponde alle domande: “Cosa cerca l'utente nel sito?”, “Quali contenuti si aspetta di trovare?”. Una volta attivato il sito, affinché i contenuti inseriti abbiano valore e validità, è necessario ottenere un feedback dagli utenti chiedendogli in apposite sessioni perché hanno visitato il sito, cosa cercavano e cosa vi hanno trovato, come lo migliorerebbero e perché ne sono usciti.

3) Profilo dell'interattività

Il profilo dell'interattività identifica le modalità preferenziali attraverso le quali viene cercata un'informazione all'interno del sito e le preferenze degli utenti circa le modalità di navigazione. Queste informazioni si possono desumere dai rapporti statistici ricavati dai dati di log del server, oppure raccogliendo dati che riguardano, ad esempio, le aree e le zone del sito più o meno visitate, il traffico in entrata e in uscita dalle pagine più importanti e le modalità di accesso al sito.

[Vedi anche Accessibilità, Dinamicità e Flessibilità]