Il confronto con i siti già esistenti.

Daniele Ziggiotto

Esistono, in Internet, alcuni siti che, in virtù di diversi fattori, quali la relativamente lunga presenza in Rete e il successo ottenuto, in termini di numero di scambi effettuati e di gradimento del pubblico, sono divenuti, di fatto, degli standard. Si tratta, più o meno, dello stesso fenomeno che ha caratterizzato lo sviluppo delle applicazioni software nell'ambito dell'informatica: l'affermarsi di determinate soluzioni nel campo dei fogli di calcolo, degli editori di testi o delle applicazioni grafiche ha determinato una progressiva tendenza all'uniformità delle interfacce, al punto che spesso riesce difficile all'utilizzatore meno smaliziato distinguere fra prodotti di case di software differenti. I programmatori hanno adottato questo metodo per permettere all'utente di trasporre le conoscenze e le capacità acquisite con l'utilizzo di un'applicazione nel momento in cui tenti l'approccio con un prodotto software a lui sconosciuto; in questo modo si riducono drasticamente i vissuti di impotenza e frustrazione che caratterizzano l'approccio di un utente inesperto ad una nuova interfaccia. Un fenomeno simile si sta verificando anche nell'ambito della progettazione dei siti Web. Un esempio evidente della nuova tendenza alla standardizzazione delle interfacce ipertestuali può essere tratto dal confronto fra i siti "storici" del commercio elettronico di beni culturali (libri, compact disc, videocassette) e quelli nati di recente. Uno dei primi siti per il commercio su larga scala di materiale sonoro comparsi in Internet fu Cdnow (www.cdnow.com, 1994), seguito a breve distanza da un altro sito dedicato alla vendita di prodotti culturali, Amazon (www.amazon.com, 1995), entrambi statunitensi. Questi due siti si imposero ben presto sulla concorrenza, divenendo degli autentici giganti della Rete e definendo, di fatto, lo standard per tutti gli altri siti simili. Di recente è nato un sito italiano, Zivago (www.zivago.com, 1999), con le finalità di Amazon. Confrontando l'interfaccia di Amazon con quella di Zivago, si può facilmente notare che i progettisti di quest'ultimo devono avere tenuto il primo come riferimento, come standard, appunto. Anche in questo caso, come già per le applicazioni software, la tendenza all'omologazione è lampante.

A mio avviso, ciò si riflette positivamente sull'esperienza di navigazione degli utenti della Rete; infatti, essi sono messi nella condizione di dover imparare a destreggiarsi nell'uso di un sito di commercio elettronico una sola volta; in seguito, possono utilizzare le competenze acquisite anche quando si trovino ad interagire con siti a loro sconosciuti, ma simili nell'impostazione a quelli più familiari. Naturalmente, non è detto che i siti standard siano esenti da critiche e che presentino interfacce perfettamente intuitive; però, posto che il sito perfetto, a questi livelli di complessità, non è ancora stato creato, è utile ricordare le parole di Norman (1997): "Quando non puoi fare altrimenti, standardizza."

Questa evoluzione del design dei siti Internet si riflette anche sul processo di valutazione dell'usabilità. Un progetto di interfaccia centrato sull'utente deve assicurare la continuità tra le proprie caratteristiche e le conoscenze pregresse degli utilizzatori. Per questo motivo, l'usabilità va ricercata e verificata anche mediante un confronto fra il progetto in esame e i siti Web già operanti, scelti fra quelli comparabili per finalità ed impianto generale, perché una impostazione dell'interfaccia che ricalchi in certa misura quella dei siti più famosi può contribuire al raggiungimento di un maggiore livello di usabilità del sito, senza per questo pregiudicarne la personalità e l'originalità. L'esame deve riguardare la struttura del sito, la disposizione dei comandi di navigazione e dei contenuti, le possibilità operative offerte. L'interfaccia non deve rinunciare ad elementi di originalità, che possono riguardare l'impostazione grafica e lo stile di presentazione delle informazioni, ma dovrebbe permettere all'utente di riconoscere nel sito gli strumenti che è solito utilizzare durante la navigazione in Rete. In altre parole, l'analisi dei siti standard può essere utile per ricavarne delle linee guida, da utilizzare anche in fase di valutazione del progetto.