Metodi non empirici - 1) Analisi del compito.

Daniele Ziggiotto

La tecnica dell'analisi del compito mira a scomporre in sequenze le azioni coinvolte nell'esecuzione di un compito per mezzo del prodotto che si intende analizzare. Questo permette, poi, di effettuare delle previsioni circa la facilità o lo sforzo richiesto dall'utilizzo del prodotto stesso. La misura di base della difficoltà di un compito è costituita dal numero di fasi richieste, sia dal punto di vista fisico che cognitivo. In questi ultimi anni sono stati sviluppati numerosi metodi standard per l'analisi del compito, ognuno basato su una propria "notazione", che si riferisce al modo in cui vengono suddivisi gli elementi di base del compito. I più utilizzati sono il GOMS (Goals, Operators, Methods and Selection rules, John B.E. e Marks S.J., 1997) e il TAG (Task - Action Grammars, Lin, Choong e Salvendy, 1997). Ciascuno di essi nasce nell'ambiente delle applicazioni software; il primo analizza la complessità del compito registrando la serie di tasti premuti per raggiungere un determinato obiettivo, mentre il secondo approfondisce l'aspetto cognitivo del compito in termini linguistici. L'obiettivo di questi modelli è quello di descrivere un comportamento idealmente perfetto e privo di errori, (per esempio, nel caso del GOMS, nei termini dei quattro concetti: obiettivi, operatori, metodi e regole di selezione) e di fornire una stima del tempo occorrente per eseguire un compito dato.

Vantaggi: l'analisi del compito non richiede il coinvolgimento di terze persone in veste di partecipanti; questo può essere un vantaggio nel caso in cui risulti difficile reclutare persone disposte a dedicare il proprio tempo. Inoltre, permette di focalizzare con efficacia i problemi di usabilità e di schematizzarli, permettendone un rapido superamento.

Svantaggi: il problema di fondo che caratterizza i metodi di valutazione dell'usabilità basati sull'analisi del compito risiede nella concezione di usabilità che li anima: essi si basano sull'assunto che il sistema sia usabile quando permetta di raggiungere un obiettivo mediante il minor numero possibile di passaggi. Più che di usabilità, in questo caso, si può parlare di efficienza o di velocità di esecuzione. Se, per esempio, si considera il grado di usabilità di un programma riguardo alla funzione di salvataggio di un file, l'analisi del compito tenderà a considerare migliore il sistema che consentirà di effettuare tale azione mediante la pressione di un tasto scelto arbitrariamente (p.e. F11), piuttosto di quello che presenterà tale funzione mediante un menu a tendina che richieda più passaggi. In generale, questi strumenti non sono indicati per fornire indicazioni utili per quanto riguarda gli utenti inesperti.